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Missionebangladesh

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                     L’Anima mia attende il Signore piu` che le

                               Sentinelle l’Aurora    Sal. 130, 6

 

Ormai e` giunta la sera e la notte oscura ti avvolge come un manto di silenzio.   Tutto tace: il travaglio di una vita ora prossimo a rivelare il suo mistero.                                                                                                                                                                         Passioni, angosce, lotte e dolori, tutto improvvisamente si allontana e scompare, rimani tu ed il silenzio. Anche i ricordi cosi` forti ed insistenti per cio` che non dura, ti abbandonano e si spengono.  Ora esci di scena, sia essa stata buona o cattiva. Esci senza piu` appello.

Ed e` facile dimenticarsi di se, del mondo con i suoi infiniti travagli. Ora e` facile perdonare, facile lasciare, facile sorridere, facile distendersi, facile abbandonarsi, e` facile e dolce scivolare nell’abisso del silenzio, e` dolce scivolare. Al tocco del silenzio tutto diviene come un fantasma, tutto scompare come la luce quando viene la notte. A chi troppo contempla le lacrime del mondo la notte e` riposo.

Ti prego ora ascolta Signore questo grido di un povero che affoga, affoga senza di te . Egli in attesa volge il suo sguardo al cielo oppure al cuore umano perche` il cielo e` vuoto e tu sei in me. E` te che voglio.

Scendo giu` nel letto del fiume asciutto e cammino sulla sabbia fino a raggiungere l’acqua che corre veloce. Oltre non si puo` andare.

Il fondo quando si scopre ha sempre un fascino nascosto che puoi solo gustare. Cammino sicuro dove poco tempo fa scorrevano i pesci come i pensieri e solo a loro era possible essere liberi.  Sono un fiume anch’io Signore e, quando mi scopro, anche se povero, anche se c’e` solo sabbia, mi fermo a contemplare i tuoi prodigi. Improvviso ed  impetuoso sgorga, come sorgente inaccessibile, il rispetto per quello che tu hai modellato. Mai avevo visto cosi`! Fa crepuscolo nel mio orizzonte il nudo della vergogna primordiale, quando ancora il fondo era limpido e trasparente.

Ora non piu`. Non si vede piu` nulla. Ecco e` cosi` , lo sapevo. La nebbia improvvisa, lesta e silente e` gia` calata ed annuncia la sera. Risalgo in fretta la riva, non per paura ma perche` qualche misterioso istinto mi spinge alle spalle, come potrebbe fare un amico, senza saperne il motivo.

Che bello avere amici! Che bello essere innamorati! Che belli il silenzio e la pace! Che bello Dio! In questo momento, e sono pochi in verita`, mi sembro bello anch’io!

Riprendo il cammino con passo spedito, quasi come uno che ha gustato tutto quel che c’era da gustare ed ora non prova che un gran freddo alle mani ed al naso. E non sapevo, e non mi aspettavo che la piu` grande emozione ancor non era venuta.

La vita sa sempre sorprendere chi ha occhi per vedere; quando hai piantato la tenda ed il normale diventa la noia.

Cosa e` successo? La nebbia che ti avvolgeva, in un momento improvviso, inatteso e repentino, come un fantasma, come una nuvola traslocata dal vento, entra nel grembo della terra e lascia il sole splendente baciarti il volto coperto da stellette di brina. E` la tua voce che mi chiama, ed io partiro`. Sono sempre partito. Ma tutto capita a chi non e` distratto.

                       La Chiesa vista con gli occhi di un missionario



 

Sono un missionario italiano che ormai sta andando verso la sera di nostra vita, anche se proprio decrepito a 55 anni non mi sento ancora. Eppure questa e` l’eta` media di vita per gli uomini in Bangladesh, quindi avrei gia` compiuto il mio cammino.

Tra seminario e missione, in Bangladesh da 25,  ho gia` superato trenta e oltre anni e vorrei dire in poche parole come mi sento.                                              

Come mi sento come persona che ha ricevuto un compito che chiamamiamo missione, nella chiesa cattolica, consacrato a vita a servizio di una chiesa locale in questo paese del Bengala che ultimamente sta diventando violento giorno dopo giorno.

Sento un profondo disagio, non tanto per le difficolta` personali o del posto in cui opero che ci saranno sempre, piu` o meno grandi. Piuttosto e` il quadro generale che e` motivo di sconforto. Una chiesa che sembra arrancare, affaticata piu` che accampata, in liquidazione come alcuni la definiscono. Una chiesa europea gia` alle soglie di un non si sa cosa; giustamente temiamo di parlare di  scomparsa.                                                                      Ed anche una chiesa italiana, dalla quale provengo, che credo di amare.  Anche qui a ben guardare c’e` poco da star allegri. La secolarizzazione, chissa` chi ha inventato questo termine, e poco mi interessa, che mangia via la terra come fa l’acqua di un fiume con le sponde.

Che tipo di missionario potrei essere? Devo proclamare con  fiducia un messaggio che ha ben poco alle spalle su cui appoggiarsi. Proclamare con entusiasmo quello che dietro si sta sgretolando e pure davanti; perche` anche le chiese nei cosidetti paesi di missione la secolarizzazione sta prendendo piede e tra pochi anni saremo nella stessa situazione europea.

Ancora mi chiedo come fa oggi un ragazzo, una ragazza delle nostre nazioni europee a pensare di farsi missionario? A che motivazioni potrebbe aggrapparsi? Ha bisogno di un eroismo incredibile. Giustamente si rimane meravigliati quando accade. Si puo` solo pensare ad un miracolo o grande dono del Signore. Dietro ad ogni missionario dovrebbe esserci una famiglia prima, ed una comunita` dove si vive il vangelo con entusiasmo e coerenza. Io ringrazio il Signore che ho sempre trovato comunita` di persone, nel mio paese ed oltre, pronte ad ascoltarmi ed  aiutarmi.  Ripeto, ad ascoltare perche` ho qualcosa da dire. Se non hai piu` nessuno che ti ascolta a cosa serve il tuo sacrificio? Poi c’e` tutto il discorso dell’affettivita` che rimane sui binari solo quando c’e` una comunita` che si fa sentire vicina e sollecita. Non voglio pero` qui entrare in questo labirinto.

Certo mi chiedo ma cosa c’e` che non va? Che abbia sbagliato scelta, sono forse un illuso? Certo sarei in compagnia di tanti, questo pero` non cambierebbe la sostanza. Mi sembra che tanti se lo chiedono in questi anni ma le risposte sembrano tutte insufficienti, incapaci di portare un rinnovamento nella chiesa che comporti dei cambiamenti significativi. I numeri continuano a diminuire, le persone che vanno in chiesa invecchiano, anche i soldi per le buone opere sono sempre piu` limitati e si puo` fare sempre meno. Non parliamo di vocazioni.

Se neppure un papa Francesco riesce a cambiare le cose, anche se ha fatto e sta facendo riforme, anche se vive coerentemente il messaggio evangelico, anche se si presenta come una figura di papa che non siamo abituati ad avere. Possiamo poi sperare che uno da solo possa rinnovare il cristianesimo in tutta Europa o nel mondo? Qui dovremmo chiederci perche` la gente lo pensa  lui come solo, mentre tanti altri al confronto sembrano diventati oggetto di barzellette.

Eppure dopo aver detto tutto questo, i conti non mi tornano. Quando  ho scelto di fare il missionario non avevo principalmente motivazioni umane, magari anche le piu` belle, le piu sublimi. No! L’ho fatto perche` ho creduto al vangelo, alla buona notizia che il Signore c’e`, si occupa di noi e ci vuole un bene da morire. Andiamo a leggerci i capitoli del vangelo di Giovanni. Non sono cose che vengono da uomo, per bravo che sia. Ho creduto in Gesu`, come Pietro potrei chiedergli da chi andremo Signore se lasciamo te, da chi andra` tutta questa gente, tutta questa umanita` perduta, dove trovera` un po di pace. Dov’e` che andranno? Dai politici? E dopo loro da chi vanno? Dai ricchi? A far cosa? Dai maghi e le streghe? Sta ritornando la superstizione piu` greta e stupida.

Poi ancora mi chiedo ma chi ha fondato la chiesa? Non sei stato tu con la tua morte e risurrezione? Non e` un’invenzione di uomini.

Quello che noto; parlo come un piccolo che ha ben poco da offrire come titoli di studio o altre specializzazioni. Noto che stiamo pigiando il piede solo su una dimensione che e` quella spirituale. Tante cose belle: la Messa , i sacramenti, la catechesi, le infinite prolusioni dei vescovi, anche la realta` della caritativa ma sempre con un accento sullo spirituale. Non mi sembra un modello che alla lunga funzioni.

Di fatto non funziona piu`. Siamo al limite dell’estinzione. I nostri cristiani, sopratutto i giovani (hanno tradito il Dio immanente-amore e si sono beccati il Dio trascendente-fuoco che brucia. L’avvento del musulmanesimo in Europa e` una punizione di Dio), diventeranno tutti atei prima, o lo sono gia` diventati. Poi se fanno in tempo a non distruggersi a vicenda, magari facendo una guerra micidiale con i musulmani, cosa non del tutto da escludere, si volgeranno ad un’altra religione che li accogliera` a braccia aperte. Ancora potrebbe essere l’Islam. Perche`?   L’essere umano non puo` e di fatto non vive solo di spirituale o di spiritualita`. Alcuni dicono che non parliamo delle cose del cielo. Io dico che parliamo solo di quelle e per questo stufiamo. Come fa uno a vivere solo di cielo?

Credo che la chiesa debba tornare al potere temporale. Ad esercitarlo  a pieno titolo, senza piu` tabu` , proibizioni e troppe regole;  una potrebbe essere che dobbiamo tutti stare in un certo partito, ecc. ( io sono e restero` sempre amico di tutti. Non permetto mai ad un’appartenenza politica di separarmi dall’altro). Perche` un prete non e` libero di far politica, di diventare magari sindaco, oppure parlamentare? Di far carriera, e magari anche di farsi una famiglia senza pero` dover lasciare il ministero. Perche` non il prete impresario? Perche` i vescovi non possono diventare senatori?                                                                                             E quando ci sono potrebbero fanno passare regole che proteggano la religione. Perche` dobbiamo avere solo i preti poveracci che vivono nella capanna come figure supreme se non quasi soprannaturali. Proprio perche` creiamo tutto questo distacco, questa fantomatica santita`, nessuno piu` ci segue. I santi ci saranno sempre ma sono molto di piu` i peccatori. Se mettiamo come condizione che prima devi diventare santo e poi avanti, ci riduciamo a larve. E` un’ illusione nella quale il Signore non e` mai caduto. Non ha respinto nemmeno Giuda, ne i ladri come Matteo e cosi` via. Semplicemente li ha invitati ad un cammino. Ha proibito la spada cioe` la violenza, quella si, ma non il diritto, non l’entrare nella melma del quotidiano e sporcarsi le manine anche come chiesa, come gerarchia.

Qualcuno pensera` che l’abbiamo gia` fatto e quante ne abbiamo combinate. Non credo sia la cosa piu` importante. Chi sbaglia paghera`, come fanno tutti i comuni mortali ma se ci chiudiamo per paura di sbagliare siamo finiti, emarginati.

Ma allora il ruolo del laico? Un’altra distinzione poi diventata separazione che abbiamo inventato noi, con conseguente rovina dei rapporti. Come se fosse la mente e la mano; il clericalismo piu` superbo e dannoso. Dovremmo essere tutti fratelli, lavorare insieme in tutti i campi, ognuno certo con le proprie specializzazioni. La gente ci sentirebbe piu` vicini e potremmo incarnare il messaggio evangelico nella realta` quotidiana. Non voglio e non posso, non ho la competenza, ne interesse personale ad indicare modi concreti in questo campo. Il messaggio che voglio dare e` semplicemente che la chiesa con tutte le regole, le cose sacre, le distinzioni si e` fatta estranea al mondo. Ha lasciato una parte essenziale dell’essere umano, quella di vivere in questo mondo come essere storico, lavoratore ed anche politico. E prima ci torna meglio sara`. Le modalita` vanno pensate e si troveranno strada facendo.

Guardiamo alla religione dei fratelli musulmani, com’e` forte. Di secolarizzazione come la intendiamo noi, non se ne parla nemmeno.  Nessuno pensa ad abbandonarla, ad allontanarsi, per tanto che succeda e quanti problemi e divisioni ci sono anche tra di loro! Il motivo di tale forza, credo sia, che abbraccia tutte le dimensioni umane, almeno le principali.

I francesi cercano di innestare la distinzione divisione chiesa-stato  che dovra` diventare moschea-stato ma invano, anzi i risultati violenti  sono davanti a tutti ed e` inutile negarli. Non e` possible staccare la religione dalla vita quotidiana. Noi l’abbiamo fatto e la religione e` diventata come un ramo secco che muore.

 

Testo integrale al sito            http://www.missionebangladesh.org/

                       L’abisso chiama l’abisso



Il Signore mi ha dato tempo per tornare sul vecchio sentiero, come pellegrino dopo un lungo cammino. Infatti la notte volge al termine e l’alba si sta avvicinando.                                                      Per una povera sentinella come me, si avvicina il momento di scendere dalla breccia ed abbracciare il riposo.

Questo passaggio pero` non e` indolore. E` piuttosto un grido che si spegne nel silenzio di Dio.                                                                                                                                           Prima pero` viene il viaggio del ramingo, il quale ha imparato a distaccare l’occhio dalle erbe secche degli angoli dove si era  seduto.  Erbe secche!

Questo e`  tutto quello che rimane. Come un viandante che ha trovato riposo nei covoni di fieno del fienile, distesi da una mano sempre vicina ma pur sempre ignota ed a volte oscura. Sono passato sopra un abisso che prepara il veniente:                                                                      L’abisso chiama l’abisso ……….  Lo voglio descrivere:

Tensione drammatica, capace di distruggere i piu` forti. Angoscia, la piu` intensa che ti prende alla gola. Vivi la presenza di un abisso di orrore, nel quale potresti cadere,  anzi quasi ti senti attratto come da un magnete. Ti sanguinano le mani per tenerti stretto, ti sanguina il cuore….non sono che un relitto spinto dalla corrente, portato lontano. Lontano da ogni passante, al largo, nel mare dove piu` non sei perche` nessuno ti chiama, nessuno e` lo spavento.

Rimango come devastato, terra arida, bruciata, senza nulla. Ero in ricerca, volevo trovare la sorgente, non avevo provato la disperazione. Ora e` diventata come compagna non voluta. Cerchi di eluderla ma e` sempre li che ti attende. Come puoi  chiamarla fedele compagna?  Eppure, cresce dentro di me come mistura inseparabile. Credevi fosse l’abisso del peccato! L’abisso della bestemmia, della menzogna e del sangue e invece no.                                              Uno e` l’abisso! L’altro e` quello negato.                                                  E` l’abisso di Dio, nel quale ho osato guardare per trovare la mia povera imagine.                                                                                                                                                     Ormai si insegna a non guardare piu`, non piu` osare, tanta e` l’avversione. Chiudere gli occhi , chiudere il cuore, cavalcare solo un’ intelligenza ammalata che non puo` vedere perche` ha lo sguardo fisso e torbido.

Oh Dio, come vorrei essere libero, conoscermi come tu mi conosci. Come vorrei abbracciarti. E` quando abbraccero` te che abbraccero` i fratelli. I miei sono tutti abbracci piccoli, piccoli di un povero mentitore che non sa amare. Signore, non voglio piu` capire, solo essere perdonato e perdonare.

                    For English work is in progress