Padre   Father     Dino

​​Italiano

The Lord's call to missionary life came while I studied at High School, in my little hometown of Sustinente, near Mantua.

However, I had not yet clear to what the Lord was calling me. Only, I used to attend with great interest an hour of religion in the school class held by Father Carlo Turazza, pastor of my childhood time, to whom I owe much in terms of spiritual enrichment. Thanks to his lectures and sermons in the church, I believe that my mind was changed, and his speech had traced a furrow so deep in me that I can still remember the words he used to say.

 However, I was not concerned about it in those days. I was taken by many other passions and thoughts, even for my future. I supposed, I was more inclined towards technical studies. As a matter of fact, I was enrolled in the Polytechnic ITIS, in Mantua.

 Moreover, I was pretty clumsy in human relationships; both with my parents and mates. Being a rather shy and introverted character, I wasn’t open to discussion. I was more worried to stay far away from people who could have said something to make surfaced in me questions that I carried deep in my heart. To a much bigger extent that was true for the local priest; a holy and frightened person to me. I could say I have succeeded quite well keeping the distance, at least up to a certain stage.


It was more a spiritual-psychological direction, a stretch of demarcation moving me to a more profound level of maturity, what made me take action and reveal my "big secret ".

 
As a matter of fact, I reached this stage when I was 20, after ending my final examination and military service that was mandatory.

 Looking back at that juncture of my life after so many days, I realize that in the personal suffering of those quite dark years, I have always found some spiritual consolation in an underground and hidden but certainly unshakeable faith and in some friendly people who have been living alongside in spite of my behaviour.

Still, I can say that these trials have helped me; on the one hand, to temper my strength in facing the future adversities, common to all mortals. On the other, they have created such a sensation of toughness in dealing with others, feeling which has not turned out in a full emancipation yet.

 Eventually, this period of life was for me like a personal Exodus. Event that led me later to land on the shores of PIME and then to those of the Indian continent. It is true that in the Bible, the Exodus of the Hebrews was lived as an event of liberation. Anyway, once the opposite shores of the Red Sea were reached, it was going to become a constant struggle to preserve the great gift of freedom that the Lord had given.  This journey has been carried out in the heaviness of daily life, where they had to get all their needs in an often hostile environment, where there were ever-present temptations of every kind, even that of returning to the old idols. These idols channel the danger looming for everyone to center himself in an existence around a wrong pole that only creates anxiety and sadness.

 
The other side of the Red Sea has been for me the missionary vocation: first thought as a lay brother, stressing more upon aid-organization. Then, thanks to a dialogue lasted more than two years, during which I worked in an industry called SILLA, following simultaneously a journey of discernment proposed by PIME Fathers, Pontifical Institute for Foreign Missions, with monthly meetings, finally opting for the life of the missionary priest.

VOCATION

High School class ( from right second row standing)

La Vocazione

Missionebangladesh

English

La chiamata del Signore alla vita missionaria e` iniziata da quando ero ancora nelle classi medie ( nella foto, secondo da destra nella fila in piedi) nel mio piccolo paese nativo di Sustinente, in provincia di Mantova.
Tuttavia, non avevo ancora chiaro a cosa il Signore mi chiamasse. Semplicemente partecipavo con molto interesse all'ora di religione tenuta da Don Carlo Turazza, parroco della mia infanzia al quale devo molto dal punto di vista di arricchimento spirituale. Grazie alle sue lezioni a scuola ed omelie in chiesa, posso, per cosi` dire, credere che la mia mente si e` aperta, e le sue parole hanno tracciato un solco cosi` profondo in me da poter ricordare ancora oggi quello che diceva.

Tuttavia, non era una dimensione cosi` importante per me a quei tempi. Ero preso da tante altre passioni e pensieri, anche per il mio futuro. Pensavo di piu` verso un indirizzo tecnico. Infatti dopo la terza media mi sono iscritto nell' Istituto tecnico ITIS a Mantova.

Per giunta, ero abbastanza imbranato nei rapporti; vuoi con i miei genitori, sia con i miei compagni. Essendo un carattere piuttosto timido ed introverso ero poco aperto al confronto, anzi mi preoccupavo di stare alla larga da persone che potessero aver fatto venire a galla in me interrogativi che mi portavo nel profondo del cuore; tanto piu` dal sacerdote, del quale avevo un sacro timore. E, ahime`, posso dire di esserci riuscito abbastanza bene, almeno fino ad un certo punto. 

E` piu` una linea che vorrei chiamare spirituale-psicologica, un tratto di demarcazione ad un passaggio verso un livello di maturita` piu` profonda quello che mi ha fatto entrare in azione, svelando quello che era per me il mio "grande segreto". 
In pratica questo momento e` venuto a coincidere con l'eta` di 20 anni, dopo aver terminato la maturita` tecnica ed il servizio militare che a quei tempi era obbligatorio.

Guardando indietro a questi tempi ormai con occhi piu` distaccati, mi accorgo come nel travaglio personale di questi anni, abbastanza oscuri, abbia sempre trovato una qualche consolazione spirituale in una fede piuttosto sotterannea e nascosta ma certamente incrollabile, ed anche tramite persone che mi sono state vicine mio malgrado. Ancora, posso dire che queste prove mi hanno aiutato, da una parte a temprare la mia resistenza nell'affrontare le intemperie future, cosa comune a tutti i mortali. D'altra parte hanno creato come una sensazione di durezza-distanza nei rapporti col prossimo, sensazione della quale non ho ancora approdato ad una piena emancipazione. 

Insomma questo periodo della vita e` stato per me come un Esodo personale che mi ha portato in seguito, prima ad approdare alle sponde del PIME e poi a quelle del continente Asiatico Indiano. Se nella Bibbia, l'Esodo ebraico e` vissuto come evento di liberazione, in seguito, una volta approdati alla sponda opposta del Mar Rosso, diverra` continua lotta per conservare il grande dono che il Signore ha dato, cioe` la liberta`. Constatiamo infatti, come questo viaggio sia portato avanti nella pesantezza di una quotidianita`, dove bisogna procurarsi il necessario in un ambiente spesso ostile. Dove sono sempre presenti tentazioni di ogni tipo, nonche` quella di tornare ai vecchi idoli, veicolatori del pericolo che incombe per ciascuno di potersi di nuovo chiudere in se stesso per centrare l'esistenza attorno ad un polo sbagliato che crea solo inquietudine e profonda tristezza. 

L'altra sponda del Mar Rosso e` stata per me la vocazione missionaria; prima pensata in modo laicale, cioe` incanalata di piu`verso un aiuto materiale-organizzativo. In seguito, grazie ad un confronto durato piu` o meno due anni, durante i quali ho lavorato nella fabbrica SILLA, seguendo in contemporanea un itinerario di discernimento proposto dai formatori del PIME, Pontificio Istituto Missioni Estere, con incontri mensili, decidendo infine per la vita del missionario sacerdote. 

Polytechnic ITIS (from left third row standing)